Programma Elettorale del Municipio 7

Premessa

Questo non è un proclama né un libro dei sogni, ma una idea di Programma per i prossimi cinque anni che abbiamo pensato e scritto in molti, ascoltando e guardando e pensando la nostra città e il nostro Municipio, i suoi quartieri (da San Giovanni in Laterano giù fino al confine con Frascati) la vita che c’è nelle sue strade.

E’ un programma aperto che offriamo a noi stessi per memoria futura di un lavoro da fare e ai cittadini come appunto per suggestioni e correzioni e integrazioni.

Abbiamo messo l’Antifascismo al primo punto delle linee di proposta programmatiche: perché Roma è Medaglia d’Oro al Valore Militare della Resistenza, e a Roma il Quadraro, la Borgata Ribelle centro storico del Settimo Municipio ha avuto analogo riconoscimento, al Merito Civile, per il feroce rastrellamento di civili innocenti patito nel 1944 a opera di fascisti italiani e nazisti tedeschi; ma anche perché dalla ribellione popolare nazionale contro il fascismo è nata la Repubblica e con essa la Costituzione che ne manifesta i valori, e in nome di questa e applicandone il dettato il popolo italiano, lavoratrici e lavoratori, giovani, donne e uomini, di ogni condizione e ceto sociale hanno potuto lottare e conquistare diritti fondamentali come il lavoro, la casa, la scuola, la cura della salute. A Roma in particolare, fra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta le lotte per la casa e per il lavoro, contro la speculazione e per l’industrializzazione sostenute dalla Sinistra – dal Partito Comunista Italiano e dal Partito Socialista Italiano – hanno segnato grandi trasformazioni e in indiscutibile progresso civile e sociale dopo i dIsastri della guerra.

Anni di propaganda e di egemonia sfrenata del più cinico neoliberismo e dei capitalismo finanziario che ne è il fautore hanno inferto dagli Anni Ottanta colpi durissimi al sistema di tutele dei diritti e dei redditi da lavoro e la globalizzazione governata esclusivamente dai Poteri Forti della finanza mondiale ha accentuato il trasferimento irrefrenabile di ricchezza dal lavoro, dai redditi più bassi, alla rendita, impoverendo le classi lavoratrici e gran parte dello stesso ceto medio e tagliando servizi e diritti in nome di un profitto spietato.

Per le città, come Roma ma anche migliaia di altri centri urbani grandi e medi e piccoli in tutto il mondo, questi processi hanno significato sacrificare al profitto e alla logica delle banche di affari e della speculazione fondiaria l’amministrazione e il governo delle comunità, brutalizzando diritti e aspettative delle persone che ci vivono, negando loro servizi pubblici adeguati e imponendo il carico di debiti finanziari intollerabili, mentre la rendita e la speculazione si sono arricchite grazie al consumo indiscriminato di suolo fuori dal controllo e dalla regolazione pubblici.

Noi proponiamo di fermare e ribaltare questo processo nefasto: la Politica torni a issare la maiuscola sul proprio nome e a farsi interprete delle aspirazioni, dei bisogni, dei diritti e del desiderio di futuro dei cittadini, dei lavoratori e delle lavoratrici, delle persone.

Seguendo questa ispirazione, abbiamo individuato e segnalato sia questioni di portata e competenza prevalenti – se non esclusive – del territorio e dell’Amministrazione Municipale; sia questioni di competenza prevalente dell’Amministrazione Comunale che però abbiano certamente ricadute e implicazioni di interesse locale. Abbiamo in ogni caso seguito il principio che nessun problema sia troppo piccolo – come una infrastruttura di erogazione gratuita di acqua potabile – o troppo grande – come il tema dell’industria audiovisiva o delle politiche culturali – per essere eluso in un Programma di Governo per Roma: città metropolitana che ne contiene altre dieci “grandi come città” in cui vivono oltre tre milioni di donne, uomini, bambini in carne e ossa; e insieme Capitale di un Paese che ambisce a sedere fra i primi dieci paesi di civiltà avanzata nel mondo.  

Vogliamo che sia Civiltà vera.

Antifascismo.

L’antifascismo non è una ricorrenza da agitare solo il 25 aprile, ma una pratica di lotta in tutti i giorni dell’anno. 

L’antifascismo non è solo il doveroso omaggio alle donne e agli uomini che hanno sacrificato la loro vita contro il fascismo e il nazismo, ma pratica concreta, nell’oggi, di lotta per la libertà, la pace e la giustizia sociale.

Rifarsi ai valori e agli ideali della Resistenza significa opporsi ad ogni forma di discriminazione e di prevaricazione; significa combattere per i diritti di tutti e in difesa della Costituzione repubblicana.

In questa battaglia per un mondo migliore e una società più giusta anche l’istituzione municipale deve fare la sua parte:

a) confermare il Tavolo Permanente Antifascista municipale costituito nel 2019 in collaborazione  tra il Municipio, l’ANPI e le realtà associative del territorio e che ha attivamente operato per promuovere la salvaguardia delle lapidi,  delle targhe e dei monumenti che ricordano i martiri antifascisti; e per la cancellazione delle scritte inneggianti al fascismo e al nazismo; ma anche per svolgere programmi attivi di partecipazione nelle scuole e nella società civile per la crescita di una cultura e di una coscienza dell’antifascismo e della legalità repubblicana;

b) promuovere comunque in tutte le scuole eventi in memoria della Resistenza antifascista soprattutto con la partecipazione dell’ANPI, rendendo operativo il Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Istruzione e l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia;

c) rendere obbligatoria la sottoscrizione della cd. “clausola antifascista” per la partecipazione a bandi e/o consulte di interesse sociale, culturale, artistico e per la gestione di spazi e strutture municipali;

d) attivarsi per cancellare l’attuale intitolazione di una strada a Cinecittà al Ministro di Grazia e Giustizia del governo fascista Arrigo Solmi. Il fascista Arrigo Solmi è stato ministro dal 1935 al 1939 e quindi responsabile di alcune delle leggi più vergognose della dittatura, tra le quali i provvedimenti razzisti contro i sudditi africani del 1937 le leggi antiebraiche del 1938. 

La via, ulteriore oltraggio, è quella dove ha sede la succursale della scuola dedicata a Teresa Gullace. 

Le Città Invisibili: territori e Comunità da curare.

Gli ultimi 20 anni di progressiva deregolamentazione, l’avvento troppo poco contrastato del “pensiero unico” neoliberista e dell’Urbanistica Contrattata – cioè della rinuncia delle Amministrazioni Pubbliche a dettare le linee dello sviluppo urbano – e il reiterarsi di condoni hanno esaltato la tradizionale tendenza di Roma a crescere in modi anarchici e spontanei e incontrollati: nuove inedite forme di “abuso” – non necessariamente legate a estrema povertà – si sono sommate caoticamente a quelle tradizionali, incrementando ad esempio il fenomeno dei cosiddetti “toponimi” accanto al perpetuarsi e riproporsi dei più antichi problemi di assetti urbani insufficienti e sciatti, di servizi carenti e trascurati, di omissioni clamorose di obblighi dei privati costruttori….fenomeni che hanno travolto e stravolto intere e congrue porzioni del territorio di Roma in prossimità del GRA lungo i tratti estremi delle grandi consolari.

Territori tuttavia nei quali si manifesta una nuova, inedita e vivacissima domanda di rilancio e riscatto della qualità della vita e del vivere urbano, espressa in forme spesso sorprendenti di creatività e vivacità.

A questa domanda occorre che le Istituzioni Pubbliche a cominciare da quelle prossime come il Municipio rispondano riaffermando il proprio ruolo di cerniera fra Società Civile – che si manifesta con ricchezza e positività di domanda e proposta – e Politica, che ad oggi stenta a recuperare credibilità ed efficienza: il nodo fondamentale da sciogliere è che l’Amministrazione Pubblica torni ad assumere i diritti fondamentali delle Persone e delle Comunità come priorità assoluta dell’agenda, subordinando ad esse le scelte in materia di politica di spesa e investimento. Non abbiamo più bisogno di iper-centri commerciali né di nuovi insediamenti cementizi; occorrono servizi – trasporti, strade, marciapiedi, illuminazione…. – e spazi pubblici e manutenzioni del molto che esiste ma è abbandonato.

E’ un processo di rinascita urbana complessiva non solo edilizio e/o infrastrutturale ma sociale, culturale, umano a 360°, intriso di forte volontà di partecipazione.

Vera partecipazione.

Le decisioni che ricadono sui cittadini non possono e non devono essere calate dall’alto ma devono essere prese con forti e seri processi partecipativi da parte dei soggetti protagonisti di “cittadinanza attiva”: Comitati di Quartiere, Associazioni, singoli cittadini interessati.

La nuova Presidenza e la Giunta del Municipio VII dovranno indire assemblee pubbliche e Consigli aperti atti a favorire detta prassi su tutte le questioni che riguardano l’urbanistica e i lavori pubblici, nominando appena eletta un responsabile della Partecipazione che diventi il referente dei cittadini, con un forte impegno a ricostituire solidarietà, appartenenza, unità civica al territorio da San Giovanni ai Quartieri Oltre Raccordo. 

Governare e in via di principio impedire il consumo ulteriore di suolo e favorire il recupero degli spazi pubblici.

Occorre impedire ulteriori speculazioni edilizie nel VII Municipio. 

Non solo vanno tutelate vaste aree come quella di Tor Vergata ma anche aree più piccole come quella che si trova tra Via dei Colli Albani, via Albano e via Colfelice, terreno ancora recintato che era destinato ad ospitare un Parcheggio.

Bisogna, invece, puntare a recuperare gli stabili e i terreni pubblici e/o confiscati alla malavita per adibirli a scopi sociali e lavorativi. Specialmente nelle zone dell’extra Raccordo vi sono terreni incolti, spesso abbandonati al degrado, di proprietà pubblica che possono essere utilizzati per la creazione di agriturismi e fattorie a scopo didattico ed agricolo con “vere” cooperative giovanili che, coadiuvate da esperti per ottenere l’utilizzo dei Fondi Europei, sottraggano questi terreni alla speculazione, creando reddito e prodotti ecologici a chilometro zero.

Trasporto pubblico.

a) Va ripreso e realizzato il progetto di linea ferrotranviaria di superficie da Piazza di Cinecittà per tutto il percorso di Viale Palmiro Togliatti, scavalcando la Via Prenestina e oltrepassando poi il nodo con la stazione Metro di Ponte Mammolo proseguendo fino all’estrema periferia Nord a intersecare l’Anello Ferroviario.

Più volte già preannunciato da più parti, questo è un progetto da sempre ritenuto strategico dalle Amministrazioni della città e per varie vicissitudini mai realizzato nonostante la evidente positività.

E’ chiaramente un progetto che ha rilevanza primaria anche nel Programma Centrale per Roma Capitale di una futura Amministrazione, per l’impatto strategico sulla mobilità complessiva e perché se parte dal 7° Municipio ne attraversa poi altri, con evidenti implicazioni specifiche sui diversi problemi di riassetto urbano e infrastrutturale di ciascuno. 

Per il Settimo Municipio rappresenta una risorsa importante per snellire e decongestionare le direttrici di trasporto verso il Centro e il Nord della città, creando una sorta di tangenziale interna ferroviaria che intersechi le consolari sul lato Est connettendosi con rapidità e con poco inquinamento alle relative linee di trasporto pubbliche su ferro e – si auspica, sempre meno – su gomma.

b)  La metro A che percorre per un terzo del suo percorso il VII Municipio viene continuamente chiusa per lavori, le stazioni metro sono sporche e degradate. Le scale mobili non funzionano. Chiediamo un investimento nel trasporto pubblico che garantisca un aumento delle corse degli autobus e della metro. Tale investimento dovrà mirare ad aumentare i posti di lavoro nel settore e a rendere il trasporto pubblico efficiente ed ecologico.

c) le linee ferroviarie che da Sud attraversano il territorio connettendo le aree verdi dei parchi e dell’Agro alla città vanno riqualificate e rese funzionali a un trasporto efficiente, moderno e sostenibile per le funzioni metropolitane, sia curando l’assetto delle linee che riqualificando le stazioni intermedie interne, da Capannelle a Casilina e via via.

La questione abitativa del 7 municipio: il Diritto all’abitare e il dramma delle occupazioni.

Il problema della casa non può certamente essere affrontato a livello municipale. Esso ha una dimensione nazionale per quel che riguarda la legislazione generale sulla casa e, per quel che riguarda l’edilizia pubblica, una dimensione regionale e parzialmente comunale. 

Questo non vuol dire che un Municipio di circa 360.000 abitanti possa rimanere indifferente o inattivo rispetto al problema casa. 

Il Settimo Municipio era caratterizzato da una enorme presenza di case di enti previdenziali pubblici e privatizzati (quasi il 10% del patrimonio nazionale!). Il processo di vendita avviato alla fine degli Anni ‘90  (che ha visto una stagione straordinaria di mobilitazione e di lotte da parte degli inquilini)  e che si sta concludendo in questi anni,  se ha parzialmente risolto il problema di chi ha potuto comperare, ha aggravato la situazione di chi non l’ha potuto fare, sia per questioni economiche sia perchè occupante senza titolo in assenza di offerta alternativa sostenibile (drastica caduta della realizzazione di alloggi di edilizia popolare sociale).  

Inoltre si è eliminato un enorme patrimonio cuscinetto fra gli elevatissimi canoni di affitto a libero mercato e quelli delle case popolari. Il patrimonio di case Ater (complessi Lamaro/Don Bosco e Alberone) e case comunali non è invece significativo. Queste case vivono la stessa condizione di degrado del resto del patrimonio ERP romano. Una prospettiva si è aperta con la questione del bonus al 110% per l’efficientamento ecologico che con adeguate mobilitazioni potrebbe portare alla risoluzione degli annosi problemi di degrado.

Al contempo urgono interventi di sanatoria e risoluzione del problema di occupazioni e insediamenti di popolazione senza casa; e di fenomeni di sofferenza per sfratti di persone in stato di disagio.

Tema strategico ed emblematico, all’insegna della promozione di un “nuovo Welfare” e del riconoscimento di un nuovo patto e insediamento sociale della Sinistra a Roma.

Su questo capitolo occorre lavorare perfezionando e stabilizzando la raccolta, l’elaborazione e la sintesi di dati e informazioni di concerto con singoli, associazioni, movimenti; sia mediante dialogo e collaborazione con Associazioni nazionali e locali che curano e rappresentano gli interessi delle persone coinvolte.

Certamente indispensabile che le iniziative di realizzazione di risorse abitative a standard sociale e popolare di qualità siano primariamente indirizzate al riuso e rivitalizzazione di edilizia esistente in disuso – anche da espropriare – piuttosto che ricorrere a nuovo consumo di suolo

L’ utilizzo delle case sfitte è fondamentale per risolvere il problema degli alloggi a Roma. 

Il complesso di Viale Castrense è stato sgomberato e non è abitato ormai da anni. Questo tipo di operazioni non si possono più tollerare in una città dove intere famiglie hanno il problema abitativo.

Chiediamo l’apertura di sportelli legali che diano assistenza a famiglie sul tema dell’abitare e tutelino i più deboli nelle vertenze abitative. Lo sportello Appio (Via Saluzzo 49) ne è un esempio: nato quest’anno dalla collaborazione tra Unione Inquilini e Partito della Rifondazione Comunista, ha fornito informazioni a decine di famiglie sulle pratiche da seguire per poter chiedere una casa popolare (persone senza fissa dimora, giovani che hanno perso il lavoro…). Questo volontariato proseguirà, ma vogliamo sia integrato e accompagnato da analogo impegno dell’Amministrazione Municipale nel campo dell’Assistenza Sociale integrale.

Politiche di “Rigenerazione Urbana” e di “Riuso del Patrimonio” a scopi culturali e sociali.

Si parla qui, in prima istanza, del Patrimonio Pubblico, ivi incluso quello privato espropriabile o espropriato per varie ragioni a cominciare da quello appartenente a esponenti della malavita organizzata.

Necessario aggiornare il censimento delle varie tipologie di “beni patrimoniali” (immobili, terreni…) e progetti in atto (vedi di seguito, ad esempio SCUP e Cinecittà Studios)

Nel primo paragrafo (rigenerazione) rientrano casi come quello di SCUP, nella zona della Stazione Tuscolana già al centro di vertenze (e nel caso di SCUP anche di un Progetto con Fondi Europei del Comune di Roma, attuale gestione, in corso e contestato da cittadini e associazioni che hanno elaborato attraverso un esemplare processo di consultazione e partecipazione pubbliche proposte alternative a quelle scelte dall’Amministrazione senza alcuna forma reale di partecipazione ) delle quali si dovrà aggiornare la conoscenza; e altri da individuare e segnalare e studiare: opportuno un monitoraggio. 

Va tenuto ben presente che al Senato è in itinere un DDL sulla Rigenerazione Urbana che sta già suscitando dibattito, in particolare nella misura in cui possa essere una “foglia di fico” genericamente “progressista” per pratiche sostanzialmente inefficaci o anche peggio, mercantilistiche e clientelari.

Il tema/paragrafo del riuso è sostanzialmente collegato quale variante al precedente, salvo per la categoria dei Beni Comuni, che sappiamo spesso non coincidere con Beni Pubblici (vedi caso Nuovo Cinema Palazzo a San Lorenzo o Teatro Valle…) per i quali va attuato un censimento a parte e un eventuale ragionamento anche in rapporto al movimento in atto per il varo a Roma di una normativa pubblica per la co-gestione pubblica-privata, o privata-pubblica, di questo tipo di beni: in ogni caso è irrinunciabile l’approvazione e applicazione di una normativa che introduca principi e regole cogenti di concertazione democratica, partecipazione organizzata, riconoscimento del lavoro svolto da associazioni e singoli secondo criteri di volontariato sociale per il riuso e la rigenerazione di spazi e strutture abbandonati, sia pubblici che privati.

Occorre affermare con forza la partecipazione democratica alla progettualità dello sviluppo urbano come strumento fondamentale per tutelare la prevalenza dell’interesse pubblico sul profitto nella progettazione e realizzazione degli spazi urbani.

Per il Municipio 7 il capitolo è certamente interessante per le aree dell’Appio confinanti con San Giovanni e i Parchi; e per il Centro Storico del Municipio, ossia il Quadraro: tema tuttavia da affrontare in condominio con il Municipio 5 perché la ottusa riforma di Alemanno ha spaccato in due il Quartiere storico fra la Tuscolana e Via degli Angeli assegnandone la maggior parte al Municipio 5.

Importante comunque porre la questione di evitare che la rigenerazione e la riqualificazione (questo secondo concetto è più ambiguo) non implichino la cosiddetta “gentrificazione” ossia la accentuata e tendenzialmente esclusiva, predominante commercializzazione/mercificazione del territorio, con aumento incontrollato di valori immobiliari e commerciali, tendenziale espulsione della popolazione residente, snaturamento degli assetti sociali popolari e cittadini.

Un altro pezzo di territorio del 7° Municipio (zona Appio) ha una serie di spazi inutilizzati e sottoutilizzati: in parte già in predicato di riqualificazione (come nell’area adiacente ai capolinea ATAC ad Arco di Travertino) e per i quali urge rimettere in moto finanziamenti e cantieri; in parte negletti, che rischiano di essere presto lasciati alla speculazione edilizia. Il complesso di via Monza 2 (dove prima c’era la palestra popolare di SCUP), Piazza Ragusa: l’ex deposito ATAC. Chiediamo che tali spazi vengano utilizzati per servizi utili alla cittadinanza: palestre popolari, Biblioteche, teatri, luoghi sanitari di primo soccorso, ovvero anche insediamenti residenziali ove tecnicamente possibile, coordinando la riqualificazione con i Comitati e le Associazioni di cittadini che in buon numero e con competenza e dedizione da dieci anni a questa parte hanno avanzato proposte su questi temi.

Riscoperta e valorizzazione delle Aree Archeologiche e dei Parchi: Roma non è solo Fori e Colosseo.

Le aree archeologiche del 7° Municipio (l’area conosciuta da sempre come “Roma Vecchia”, che include la imponente e spettacolare Villa dei Sette Bassi, sulla Tuscolana; Villa dei Quintili sull’Appia, gli Acquedotti, la Caffarella e la zona adiacente a via Latin…) in buona parte ancora da riportare alla luce e da offrire ai residenti e ai visitatori e a un turismo nuovo e intelligente;  e i Parchi Naturali, che le includono, che sono una estensione urbana della parte più bella dell’Agro Romano: si tratta in entrambi i casi  di una vera eccellenza (di rilievo non solo cittadino ma regionale, nazionale ed europeo) del territorio del Municipio, spesso negli anni del Dopoguerra attaccata dalla speculazione finanziaria-fondiaria-edilizia e costantemente oggetto di difesa da parte dei cittadini organizzati e delle forze democratiche.

Vanno promossi e valorizzati – a cominciare da riesumazione, protezione e manutenzione serie e assidue – nell’ambito di un più complessivo Programma/Piano cittadino all’insegna della Sostenibilità, dell’autentica Ecologia Integrale, della fruizione pubblica intelligente; promuovendo e valorizzando in primo luogo la partecipazione organizzata. 

Va pensato di concerto con il territorio un Piano Cittadino per il Turismo Intelligente e Sostenibile, che preveda l’integrazione di infrastrutture come alberghi non – o non esclusivamente – di lusso e aree di residenza a costi sostenibili per studenti, secondo una logica svincolata dalle pressioni del profitto di mercato assoluto: un Piano che può rendere questa parte del territorio un luogo di alta vivibilità e una risorsa urbanistica ed economica per Roma e il Lazio.

Su questo capitolo è fondamentale valorizzare la collaborazione di Associazioni e Comitati e dello stesso Staff del Parco Regionale dell’Appia Antica, oltre che dell’Università di Tor Vergata, adiacente ai quartieri di Sud-Ovest del Municipio (Romanina).

La città del Cinema.

Cinecittà Studios è da sempre un pezzo costitutivo del Patrimonio Urbanistico, Industriale, Culturale, Sociale e della identità stessa del Settimo Municipio prima ancora che di Roma tutta: non è senza significato che nello sviluppo urbanistico successivo agli Anni Trenta, all’originaria toponomastica del Quadraro si sia aggiunta quella di Cinecittà a designare tutto un quartiere. 

Più volte negli anni del Dopoguerra – in particolare alla fine degli Anni Settanta, con Luigi Petroselli Sindaco, e ancora in anni più recenti – la forte presa di posizione dei lavoratori degli Studios, delle rappresentanze della Cultura e del Cinema e della popolazione del territorio, sostenuti dalle forze politiche della Sinistra, in primo luogo dal Partito Comunista Italiano, sono stati fino ad oggi in grado di scongiurare lo  smantellamento, la devastazione, la dismissione degli Studios, con alterne vicende fino alla recente ri-acquisizione al Patrimonio Pubblico. 

Adesso si preannuncia per Luce Cinecittà (la Società Pubblica che riunisce insieme le due storiche entità organizzative della industria culturale cinematografica pubblica italiana) un Piano di rilancio e potenziamento non più solo culturale/museale ma anche industriale (con particolare riferimento all’audiovisivo Digitale) che come preannunciato mesi or sono da fonti d’informazione web, è stato  esplicitamente inserito nel Progetto previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (M1C3.3 INDUSTRIA CULTURALE E CREATIVA 4.0), insieme e coerentemente con un piano di rilancio e potenziamento del Centro Sperimentale di Cinematografia, la più importante Scuola Pubblica nazionale per la formazione delle alte professionalità del cinema, anch’esso parte storica del Patrimonio culturale romano nel Municipio 7.  

Dopo ina lunga serie di annunci da varie fonti di informazione, dopo un convegno promosso nei primi mesi del 2021 dall’ANAC – l’Associazione Italiana degli Autori Cinematografici – e dopo che ad aprile scorso il Consiglio di Amministrazione di Luce Cinecittà è stato parzialmente ancora rinnovato (lasciando al loro posto Goffredo Bettini e Annalisa de Simone) con le nomine di Chiara Sbarigia, Produttrice, quale nuova Presidente; e di Nicola Maccanico, ex Vice Presidente esecutivo di SKY Italia, in veste di Amministratore Delegato; il Piano ha ricevuto il battesimo solenne con la visita ufficiale agli Studios di Via Tuscolana della presidente dell’UE Ursula Van Der Leyen “scortata” come proclama con involontaria intermittenza storica il Video Ufficiale Luce, dal Premier Mario Draghi, in occasione della solenne comunicazione dell’accoglimento in sede europea del PNRR prodotto dal nuovo Governo italiano.

Si parla di costruzione di nuovi impianti e manufatti su un terreno pubblico, proprietà di Cassa Depositi e Prestiti, adiacente agli attuali Studios: quale ? La stessa CDP si preannuncia quale partner, insieme a altri soggetti, “imprenditori privati”: quali ?

La vicenda non può che essere accolta positivamente dai cittadini del Municipio 7 e romani in generale, ma va monitorata con riguardo agli interessi pubblici complessivi, colmando l’evidente lacuna di informazione e consultazione attuale.

Le questioni di interesse pubblico generale sono:

– L’impatto urbanistico, ambientale, logistico del Piano sul territorio nel suo complesso: un ulteriore consumo di suolo in un territorio già ampiamente sacrificato alla speculazione fondiaria deve essere assai accuratamente verificato e bilanciato da un effettivo e comprovato interesse pubblico in una logica di “ecologia integrale”;

– l’osmosi – quantità e qualità – dei futuri Studios e del Centro Sperimentale rinnovato con il contesto sociale e urbano del territorio che li ospita;

– l’interazione – quantità e qualità – con gli altri capitoli dello sviluppo armonico del territorio: turismo (sostenibile e ecologico), valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico e socio culturale e urbanistico;

– più in generale, va affrontato esplicitamente il tema dell’impatto che la nuova infrastruttura industriale avrà sul già fragile tessuto delle imprese romane del settore produzione e post produzione audiovisive: creare eccellenza non deve implicare bruciare posti di lavoro e desertificare territori.

Gli Studios dovrebbero in concomitanza con il suddetto Piano, essere anche oggetto di un Programma più ampio, di rilievo ancor più marcatamente cittadino, ma non meno importante per il Municipio, che veda finalmente, parallelamente al previsto ampliamento dell’infrastruttura industriale del complesso, la riallocazione negli Studios e nel Territorio di Cinecittà della Festa del Cinema di Roma, che vi troverebbe la propria sede più propria e naturale in un territorio che dal punto di vista urbanistico, infrastrutturale, socio-economico con opportuni mirati interventi darebbe alla Festa una sede accogliente e ospitale, consolidando il rapporto degli Studios con la città e il suo contesto socio-econimico e culturale.

Aiuti alle Associazioni e Piccole Imprese che si occupano di cultura e incremento degli spazi pubblici dedicati a attività culturali e associative.

La chiusura del Cinema Maestoso e la difficoltà incontrata dal Teatro Furio Camillo fanno temere la chiusura definitiva di spazi culturali importantissimi per il Municipio. 

Chiediamo aiuti economici per quelle attività imprenditoriali che si occupano di cultura per rendere vivo il nostro quartiere e per stimolare un altro tipo di economia che non si basi solo sul consumo di suolo e sul consumo di risorse e produzione inevitabile di rifiuti ma sul consumo di cultura.

Chiediamo anche a questo proposito la riapertura del Teatro di Villa Lazzaroni che ormai è chiuso da anni affidandolo a cooperative di artisti che siano in grado di portarlo a nuova vita; ovvero dotandolo di una squadra di amministratori di adeguata capacità e competenza capaci di promuoverne le potenzialità.

Nella zona di Cinecittà/Don Bosco  si segnala la necessità di rafforzare la meritoria esperienza di AP-Accademia Popolare dell’Antimafia e altre organizzazioni che hanno avviato la rivitalizzazione del complesso della ex Scuola Ferrari che tuttavia resta strutturalmente emarginata in termini di visibilità e partecipazione rispetto al corpo del territorio: si propongono interventi di decorazione esterna dell’edificio mediante street-art e di concomitante illuminazione ad arredo urbano.

Inoltre va ripensata e rilanciata la programmazione cinematografica iniziata in collaborazione con Luce cinecittà e con il Centro Sperimentale di Cinematografia: sembra incongruo che queste istituzioni concentrino le loro attività di promozione del patrimonio Cinematografico nel Centro di Roma, abbandonando o trascurando come residuale e minimale l’offerta di cultura cinematografica in un territorio di 360 mila abitanti dove ormai esiste a stento un unico cinema privato. La sala allestita alla Scuola Ferrari va quindi potenziata tecnicamente aggiornandola alla miglior qualità immagine/suono del cinema Digitale e rilanciata con una adeguata e innovativa politica culturale ad hoc.

Di pari passo va incrementato il numero e accresciuta la qualificazione di spazi e infrastrutture pubblici dedicati a attività culturali e creative:  sale prova per musica e teatro, sale di lettura, centri sociali pubblici pensati al servizio della comunità giovanile e di associazioni culturali e gruppi che praticano attività culturali come poesia, musica, pittura…

 

Pulizia delle strade e degli spazi pubblici, manutenzione del verde e raccolta differenziata.

Le strade e le piazze e tutti gli spazi del nostro quartiere sono sempre più sporchi. Il servizio AMA è peggiorato moltissimo nonostante le tasse sui rifiuti a Roma siano tra le più alte del paese. Chiediamo la raccolta differenziata porta a porta e nello stesso tempo l’assunzione di nuovo personale per pulire le strade. A questo scopo riteniamo importante la creazione della figura di “netturbino di quartiere”: addetti AMA che si occupino in maniera costante della pulizia delle strade di un quadrante determinato del quartiere.

Analoga cura va incrementata per la regolazione, pulizia, cura e disinfestazione del verde pubblico sparso nel quartiere che da anni è abbandonato prevalentemente – quando non esclusivamente – alla buona volontà dei cittadini autorganizzati nel silenzio e nell’assenza dell’amministrazione.

Tutela dell’ambiente, servizi, salute: piccole cose, grandi cose.

La Questione Ambientale ha una sua dimensione anche municipale, che implica responsabilità e competenze decentrate locali. Per questo il VII municipio deve intervenire presso l’ ACEA per ottenere l’installazione  delle cosiddette “casette dell’acqua”, strutture che erogano dai rubinetti acqua, sia naturale che frizzante, che può essere prelevata dai cittadini provvisti di contenitori riutilizzabili. 

L’installazione in più punti nel vastissimo territorio municipale a partire, per esempio, da Piazza Don Bosco e Piazza Cavalieri del Lavoro sarebbe un segnale importante di sensibilizzazione sulla sempre più drammatica questione ambientale. 

L’Italia è, infatti, il paese al mondo con il più alto consumo di acqua imbottigliata (quasi 15 miliardi di lt l’anno) nonostante che, nella maggior parte del territorio italiano (e tanto più a Roma), l’acqua che esce dai rubinetti sia di qualità ottima. 

Il Municipio, istituzione di  maggiore prossimità, può dare il suo contributo in difesa dell’ambiente a partire da provvedimenti che hanno un significato sia simbolico che concreto: fra questi, l’avvio di un programma di adozione di impianti di energia solare negli edifici pubblici di competenza municipale; e una serie di agevolazioni amministrative e organizzative in favore di cittadini, società, imprese nel territorio che vogliano perseguire lo stesso obbiettivo. 

Servizi per il cittadino.

I tagli alla spesa pubblica in concomitanza con la crisi COVID19 hanno peggiorato la vita dei cittadini del quartiere.

Gli uffici circoscrizionali di via Fortifiocca a metà giugno sono ancora chiusi al pubblico con conseguente sovraffollamento degli uffici del municipio di Cinecittà.

Chiediamo una rapida ripresa di efficienza di tutti gli uffici ed il miglioramento dei servizi municipali per i cittadini.

In una città con una popolazione che diventa sempre più anziana e in cui aumenta in modo preoccupante la povertà, diventa di primaria importanza potenziare i servizi dedicati agli anziani ed in particolare quelli di assistenza domiciliare.

I servizi erogati dal municipio, in presenza di comprovata disabilità, sono altamente insufficienti a garantire la cura delle tante persone anziane disabili. Chiediamo, pertanto, un aumento del personale dedicato alla cura degli anziani con l’internalizzazione del personale che a questa è dedicato e che attualmente lavora in cooperative (spesso sottopagato) in modo da consentire al Municipio di gestire direttamente un servizio sempre più importante per la cittadinanza e di renderlo più efficiente nel rispetto e nella tutela degli assistiti e dei lavoratori.

L’aumento dell’età di vita e il conseguente invecchiamento della popolazione ha comportato anche tantissimi casi di demenza senile e di malati di morbo di Alzheimer, i familiari non possono essere lasciati soli davanti a tragedie simili. Occorre, quindi, creare, in collaborazione con la Regione, dei centri diurni specializzati per l’assistenza in particolare di queste infermità.

Più in generale, il Municipio deve fare e rivendicare maggiormente la propria parte nella ricostituzione dei Servizi Sanitari oltre che Sociali di Territorio, la cui progressiva desertificazione negli ultimi 30 anni ha mostrato effetti devastanti in occasione della crisi COVID, evidenziando come il fenomeno si ormai oltre i livelli di guardia.

Migranti, nomadi, emarginati: dall’emergenza e dalla beneficienza all’integrazione e ai diritti.

Occorre aprire sportelli di informazione/consulenza per i residenti di nazionalità non italiana, come quello costituito su base volontaria presente al circolo del Partito della Rifondazione Comunista Appio, che forniscano informazioni sulle pratiche per il rinnovo del permesso di soggiorno e altre incombenze; esigenza indispensabile per aiutare i migranti, molti dei quali rischiano con il decreto sicurezza di Salvini di perdere il diritto ad avere il permesso di soggiorno e con questo il lavoro e la casa.

Gli insediamenti di immigrati e di nomadi tuttora presenti sul territorio del Municipio vanno presi in considerazione abbandonando le deleterie logiche securitarie e militariste indotte dalla miope politica del “decoro” e del “primato nazionale” che hanno finora prevalso nell’atteggiamento dell’Amministrazione; vanno promossi progetti di livello certamente cittadino, ma con coinvolgimento consapevole del territorio, e anche di livello nazionale ed europeo (i Rom sono soggetto riconosciuto dalla UE) per promuovere la fuoriuscita dall’illegalità e l’integrazione consensuale fra comunità che possono e devono coesistere.

Vanno potenziati e riqualificati oltre la ristretta concezione dell’emergenza i Servizi Sociali facendone uno strumento moderno ed efficace di promozione dell’inclusione e della resilienza e di governo assertivo del disagio in tutte le sue molte forme che la crisi pandemica ha esasperato.

Vecchiaia, povertà, solitudine, diversità, malattia non devono essere stati di preludio alla morte civile o peggio ma riconosciuti come problemi della società civile condivisi e affrontati secondo le regole e i principi della Costituzione Italiana.

Ognuno di questi passi implica il coinvolgimento attivo dei singoli e della società civile organizzata: sindacati, associazioni, Ong.

 Decentramento intelligente: 

Il decentramento amministrativo va ridisegnato in una nuova visione di partecipazione e riempito di contenuti funzionali alla vita dei cittadini, dotando i Municipi di risorse adeguate e coordinando le attività con intelligenza.

Occorre immaginare forme istituzionali efficaci di coordinamento fra Municipi co-interessati, per evitare competizioni e sovrapposizione o inerzie nocive favorendo la partecipazione dei cittadini: ad esempio creando forme di Progetto di Municipalità Associata in materia di viabilità, di rigenerazione, di gestione di spazi o strutture finalizzati e questioni analoghe, fra due o più Municipi, ad esempio il Settimo e il Quinto riguardo al Quadraro e al Parco di Centocelle, ed altri casi simili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Menu